Lunedì 25 Settembre 2017
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La responsabilità civile nella lesione dei diritti personali

Lo Studio fornisce assistenza, anche giudiziaria, in controversie relative alla lesione dei diritti della persona, che rientrano tra i diritti assoluti, cioè diritti protetti nei confronti di tutti. Tali diritti sono indisponibili, cioè diritti che il loro titolare non può alienare ed ai quali non può rinunciare, e sono imprescrittibili, cioè diritti che non si prescrivono e non si estinguono per il loro non uso prolungato nel tempo. Ad essi la Costituzione fa riferimento nell'articolo 2 "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità", dalla nascita fino al momento della morte. Alcuni di questi diritti sono previsti dal Codice civile, altri dal Codice penale, altri ancora da leggi speciali. La loro violazione può dar luogo al risarcimento del danno e in alcuni casi costituisce anche reato.

ALCUNI ESEMPI DEI PRINCIPALI DIRITTI DI CUI SI PUÒ CHIEDERE TUTELA.

Il diritto alla vita e alla integrità fisica e più in generale alla salute dell'individuo è tutelato da una serie di norme (575 e segg. C.p., art 32 Cost.) alcune delle quali puniscono anche penalmente chiunque causi la morte di una persona o gli provochi delle lesioni personali; tali fatti costituiscono anche illeciti civili e pertanto obbligano chi li commette anche al risarcimento del danno provocato.

Il diritto all'onore e alla reputazione. Per onore s'intende la consapevolezza che una persona ha della propria dignità, mentre la reputazione è la considerazione sociale di cui la persona gode nell'ambito della cerchia dei propri conoscenti. Non ha una specifica protezione civile; il contenuto di questo diritto si desume dalle norme del codice penale che puniscono l'ingiuria (offese rivolte direttamente al soggetto leso) e la diffamazione (offese comunicate a più persone in assenza del soggetto leso).

Il diritto al nome è protetto dall'art. 7 C.c. sotto un duplice aspetto: a)come diritto all'uso del proprio nome, ossia come diritto di identificare se stessi con il proprio nome e di essere dagli altri identificati con esso. è protetto contro chi impedisca alla persona l'uso del proprio nome o contro chi la identifichi con un nome diverso dal suo. b)come diritto all'uso esclusivo del proprio nome, o se divenuto particolarmente noto dello pseudonimo. È protetto contro chi usurpi il nome altrui per identificare sé o per indicare una cosa (es. scegliendo come marchio di un prodotto industriale il nome di una persona) o faccia comunque indebito uso del nome altrui. In entrambi i casi l'azione mira ad ottenere dal giudice la cessazione del fatto lesivo. Un diritto al nome è riconosciuto, oltre che alle persone fisiche, anche alle persone giuridiche (e alle associazioni non riconosciute), con riferimento alla loro denominazione.

Il diritto all'immagine, spetta al soggetto che si sia visto ledere tale diritto attraverso la pubblicazione o la diffusione con ogni mezzo dell'immagine del proprio volto o della propria persona senza il proprio consenso; salvo che non si tratti di persona nota (attori, politici..) oppure che l'immagine sia stata pubblicata nel contesto di un avvenimento svoltosi in pubblico, sempre che la pubblicazione non rechi pregiudizio alla dignità della persona.

Il diritto all'identità personale e sessuale. Il diritto all'identità personale consiste nel diritto di ogni soggetto di non vedere distorta la propria immagine politica, etica o sociale con l'attribuzione di azioni non compiute dal soggetto o di convinzioni da lui non professate anche se non lesive della propria reputazione.

Il diritto all'identità sessuale, dalla legge n.164 del 82 previsto il diritto di vedersi riconosciuta l'identità sessuale desiderata, richiedendo al tribunale l'autorizzazione al compimento di un intervento chirurgico per il cambiamento di sesso. Infine il tribunale ordinerà all'ufficiale dello stato civile di rettificare il nome, attribuendone uno conforme al proprio sesso.

Il diritto alla riservatezza è il diritto a che non siano divulgati, con i vari strumenti di comunicazione di massa, fatti attinenti la vita privata della persona, anche se di per sé veri e non lesivi della sua dignità. Tale diritto è anche penalmente protetto nei casi di intercettazione di comunicazioni telefoniche o telegrafiche. Regole più severe riguardano la diffusione delle notizie cosiddette sensibili, ovvero quelle concernenti, la vita sessuale o lo stato di salute dei soggetti, la sua origine razziale, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, l'adesione a partiti e sindacati. Il trattamento di tali notizie da parte dei privati richiede il consenso scritto dell'interessato e l'autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali; da parte dei soggetti pubblici occorre un'espressa disposizione di legge. L'interessato che subisca danno per l'altrui trattamento dei suoi dati personali ha diritto al risarcimento.

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