Giovedì 23 Novembre 2017
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La responsabilità professionale del commercialista

Di seguito una panoramica sulla responsabilità professionale del commercialista.

Anche nel caso del commercialista, la responsabilità professionale si configura quando il professionista  non si attiene alla cosiddetta diligenza professionale, cioè non adempie agli impegni assunti con la lealtà, correttezza e competenza dovute in relazione all’attività svolta.

Pertanto, il commercialista che sbaglia la dichiarazione dei redditi deve risarcire il suo cliente per l’eventuale danno subito.   Il Giudice di legittimità ha ritenuto che il commercialista incaricato della compilazione delle denunce dei redditi aveva il compito di "redigere le dichiarazioni secondo le regole che presiedono alla corretta denuncia dei redditi del singolo dichiarante".

Se il commercialista omette di presentare la dichiarazione del cliente, risponde per il mancato rispetto della diligenza ordinaria cioè quella richiesta non al professionista, ma all’uomo comune, sicché, ai fini della sua responsabilità, al cliente basta provare la sola colpa lieve.

Diverso è il caso del commercialista che compila una dichiarazione erronea o disordinata, disattenta e priva della documentazione necessaria e gli errori riguardano questioni tecniche più difficili, rientranti nella sua competenza. In questo caso, il professionista viola gli obblighi di diligenza professionale e, pertanto, ai fini della responsabilità, è necessario provare il dolo o la colpa grave.

Può essere riconosciuto un concorso di colpa fra il commercialista, che aveva compilato la dichiarazione erronea, ed il suo cliente se quest’ultimo non aveva risposto all'avviso del fisco con cui venivano richiesti chiarimenti in ordine alla dichiarazione presentata, posto che la risposta immediata gli avrebbe consentito di rimediare agli errori commessi dal commercialista.

Il danno risarcibile

In caso di errore professionale da parte del commercialista, il risarcimento dovuto da quest’ultimo al proprio cliente non è pari all’intera somma dovuta dal cliente al fisco, in quanto questa è comprensiva degli importi che il cliente avrebbe comunque dovuto corrispondere al fisco in forza della tassazione.    Il commercialista è quindi tenuto a risarcire al proprio cliente solo le maggiori somme che questi si è trovato a dover pagare a seguito dell’errore professionale

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