Lunedì 25 Settembre 2017
Text Size

Consulenza legale in materia di infortuni sul lavoro

Lo Studio Legale Lucchi presta consulenza per valutare se a seguito di un evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un'inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un'inabilità temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per più di 3 giorni, vi siano i presupposti per avanzare richieste di risarcimento del danno alla persona e del danno patrimoniale conseguenti all'infortunio.

Allo stesso modo, presta consulenza in favore dei datori di lavoro per valutare la sussistena di profli di loro responsabilità.


Contatta lo Studio per una consulenza in questa materia

 

 

Giurisprudenza infortuni sul lavoro

Danno biologico, valutazione autonoma da parte dell'Inail

Con la sentenza 26 aprile 2016 n. 8243, a Corte di cassazione ha ribadito il principio secondo cui in caso di infortunio sul lavoro, la liquidazione degli indennizzi operata dall'Inail non si effettua secondo gli ordinari criteri civilistici ma in base ai parametri, alle tabelle e alle regole proprie stabilite dal sistema assicurativo per conseguire i fini previsti dall'articolo 38 della Costituzione.

Sicurezza violata? Legittimo il rifiuto di lavorare

Con sentenza 19/01/2016 n° 836, la Cassazione Civile - sez. lavoro ha affermato che in caso di violazione da parte del datore di lavoro dell'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c., il lavoratore può legittimamente rifiutarsi di eseguire la propria prestazione, ma resta fermo il diritto alla retribuzione in quanto non possono derivargli conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore.
La Corte di Cassazione ha precisato che ai sensi dell’art. 2087 c.c. è obbligo del datore di lavoro assicurare condizioni idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni ed adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. La violazione di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, eccependo in autotutela l'inadempimento altrui. Inoltre, in questi casi, secondo la più recente giurisprudenza di legittimità, il lavoratore conserva il diritto alla retribuzione in quanto non possono derivargli conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore (Cass. n. 6631 del 2015).

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e cookie di terzi

Cliccando sul tasto APPROVO, chiudendo questa finestra oppure accedendo ad un qualunque elemento sottostante a questo banner acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo